Trenta per trenta centimetri. Un chilo e settecento grammi. Un'edizione da collezione.

Quattro anni di immersioni. 95 finestre sull'infinito.

L'anima vegetativa. Foglie che trattengono luce e silenzio, e un bosco che respira piano fino a farti rallentare.

Forza selvaggia. Neve e vento riscrivono il paesaggio, cancellano le tracce e lasciano solo l’essenziale.

Voci nel silenzio. Un passaggio rapido nel bianco assoluto, presenza e distanza che restano addosso come un sussurro.

Il risveglio. Le prime luci entrano tra i tronchi e aprono corridoi invisibili, come se il giorno ricominciasse da capo.

Ore crepuscolari. Sagome, respiro e un richiamo lontano: l’attimo in cui la natura parla più forte, senza alzare la voce.

L'infinito bianco. Orizzonti che si perdono e luce che non concede appigli, un vuoto pieno dove il tempo si ferma.

Incontri fugaci. Uno sguardo e poi la distanza, la vita passa leggera sulla neve e lascia una traccia come un pensiero.
Quattro anni nel Parco Nazionale d'Abruzzo, tra stagioni che cambiano senza preavviso e incontri che non si pianificano. Il Ritratto del Tempo restituisce qualcosa che le parole faticano a nominare. Non una guida, non un reportage. Un punto di vista su un luogo che esiste da prima di noi.
170 grammi di purezza. Rigorosa, materica, pensata per esaltare l'imperscrutabile bellezza delle ombre e restituire una fedeltà cromatica assoluta.
Un'architettura protettiva con sopraccoperta per custodire 160 pagine. Un'edizione bilingue (IT/EN), perché l'eco della natura non ha confini.

Un oggetto tattile ancor prima che visivo.

Volume realizzato con il patrocinio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.